«Chi lascia una relazione odeporica, anche se non viaggia per diporto, può, solitamente, essere assimilato a chi lo fa» (Scaramellini 1985)

venerdì 10 giugno 2016

MANUCCI, Nicolò

(Venezia 1638 - Pondichéry INDIA 1717), raggiunse adolescente uno zio a Corfù. Fuggito su una nave alla volta di Smirne, fece conoscenza dell'inglese Bellomont che lo portò con sé in Anatolia, Qazvin (sul mar Caspio) e Insfahan (allora capitale della Persia) sove rimase fino al 1655. Nel 1656 furono in India (Agra, Delhi) dove Bellomont morì improvvisamente. Il figlio del Mogol Shah Giahan gli offrì di arruolarsi nell'esercito. Durante un periodo di confusione dovuto alla successione dinastica, Manucci fuggì per le strade di Lahore. Quando Awrangzeb divenne imperatore, Manucci lo considerò un usurpatore e rifiutò i privilegi concessi agli europei che lo avevano aiutato a prendere il trono. Manucci si mise quindi in viaggio per il Bengala. Sulla strada visitò Allahabad e Benares, poi giunse a Dacca e si spinse fino a Hugli. In seguitò si stabilì ad Agra, dove sperava di poter praticare la medicine, ma fu ancora una volta coinvolto in una lotta per il potere.Il suo desiderio si realizzò solo nel 1670 a Lahore. La sua fama di guaritore raggiunse tutta l'India. Dopo vari spostamenti, nel 1706 si stabilì a Pondichéry dove morì nel 1717.
Le sue memorie sono raccolte in Histoire générale de l'empire du Mogol depuis sa fondation sure le mémoires portugais de M. Manouchi, vénitien (1705) che ebbe grande successo in tutta Europa. Manucci redasse una seconda versione in cinque volumi la cui pubblicazione fu bloccata dai gesuiti. La prima redazione dell'opera rimase a Parigi presso i gesuiti fino al 1763, e fu pubblicata solo nel 1907-08 in inglese.

DBI

Histoire générale

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